La Venere scoperta da un ragazzino qualche anno fa in mezzo ai residui di uno scavo presso il Riparo Tagliente, nella zona di Grezzana, che abbonda di testimonianze preistoriche, e ribattezzata ad Archeoland Venere della Valpantena, è in attesa di una datazione certa.
Il reperto è una piccola placca di argilla raffigurante una Venere, una delle rare rappresentazioni femminili del Paleolitico, ancor più singolare perché creata con l’argilla, come il più antico manufatto in argilla del mondo, la Venere di Vestonice, scoperta in Moravia.
L’archeologo Renato Fasolo, che dirige Archeoland, centro studi di Stallavena, ha consegnato alla Soprintendenza archeologica regionale di Padova la Venere insieme a una relazione preliminare, dopodiché il reperto è stato mandato al Laboratorio di analisi di Firenze per essere datato e, se confermato, rappresenterebbe il solo manufatto in argilla dell’Europa occidentale.
L’impasto della piccola Venere presenta tracce di colore rossastro, un frammento di zagaglia o un piccolo osso che divide i seni dal busto e un supporto in pietra locale che assomiglia a un mammuth. Ad una prima analisi, il manufatto presenta, oltre alle tracce di ocra, piccole inclusione carboniose e residui di microschegge in impasto. I materiali del sito attorno alla scoperta risalgono a un periodo compreso fra i tredici mila e i dieci mila anni avanti Cristo.
Autore: Martina Calogero - pubblicato in data 10 gennaio 2010 - Email info@archart.it
