Da tempo si pensava che il battello a ruota “A.J. Goddard”, adibito alla navigazione sul fiume Yukon, durante la celebre Corsa all’Oro, fosse affondato in un punto imprecisato, ma in realtà non se ne aveva alcuna prova. Era divenuto col passare del tempo una vera e propria “bave fantasma”. Ma nel luglio 2008 ha cessato di essere uno spettro e si è materializzato come relitto, praticamente intatto, nelle acque di un lago in Canada, dove è stato esplorato dagli archeologi subacquei e fotografato per la prima volta.
Quasi fosse un’istantanea di un secolo fa, la foto mostra come tutto sia rimasto come si trovava a bordo nel 1901, quando la nave affondò nel corso di una tempesta, come conferma il capo progetto John Pollack, archeologo navale. I cinque stivali dell’equipaggio, gettati di fretta mentre veniva abbandonata la nave, sono stati ritrovati sul fondo del lago. Legna ancora da ardere era nei pressi della caldaia, pentole, altri utensili e varie asce sono rimaste sepolte nel fango del fondo, testimonianza degli sforzi fatti dagli uomini dell’equipaggio nell’ultimo tentativo di salvarsi.
Ma una volta che l’acqua raggiunse il ponte in ferro della nave, essa andò giù come un sottomarino; tre uomini perirono. Secondo Pollack, il ritrovamento di un relitto così ben conservato è un fatto davvero senza precedenti nello Yukon.
Autore: Giovanni Lattanzi - pubblicato in data 24 novembre 2009 - Email posta@giovannilattanzi.it


[...] Tra stivali gettati frettolosamente e utensili da cucina abbandonati, gli archelogi rivivono gli ultimi momenti dell’ equipaggio a bordo della barca “A.J. Goddard”. Il passato di una nave scomparsa durante la Corsa all’oro riecheggia nei reperti custoditi dal relitto. Approfondisci con il nostro articolo [...]