Da sabato 12 dicembre 2009 fino a lunedì 5 aprile 2010 la Rocca dei Bentivoglio di Bazzano (BO) ospiterà una mostra dedicata alla figura del cavaliere e intitolata Cavalieri etruschi dalle Calli al Po. L’evento è curato da Sara Campagnari e Rita Burgio ed è promosso dal Museo Civico Archeologico Arsenio Crespellani, dal Comune di Bazzano e dalla Fondazione Rocca dei Bentivoglio con la collaborazione della Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Emilia Romagna.
La mostra spiega il popolamento della Valle del Samoggia tra l’VIII e il VII secolo avanti Cristo, esponendo circa cinquecento reperti scoperti in tombe scavate nel XIX secolo. La disposizione territoriale delle necropoli e lo studio dei corredi funerari permette di ricostruire i diversi stadi della nascita e affermazione della classe aristocratica nell’epoca Villanoviana e di chiarire le modalità attraverso le quali controllava questa fertile piana e le vie di comunicazione.
Benché queste testimonianze si trovino spesso decontestualizzate offrono occasioni di confronto con gli oggetti più significativi ritrovati a Bologna e nelle valli del Panaro e del Reno, consentendo di studiare le relazioni tra queste e l’area toscana che include Firenze, Pisa e Prato. L’esposizione propone reperti di corredi tombali di queste zone, oggetti di ornamento in osso, bronzo, pasta vitrea e ambra, ceramiche e parures di fibule: manufatti deposti con chiara valenza rituale e simbolica per sottolineare il rango e il ruolo di quella élite sociale che incomincia a emergere anche nell’area orientale di Bologna/Felsina dalla metà dell’ottavo secolo avanti Cristo.
La mostra allestita a Bazzano si propone di presentare interamente e per la prima volta in maniera unitaria i reperti villanoviani venuti alla luce nella vallata. Oltre alle testimonianze della zona samoggina, si possono vedere alcuni preziosi contesti funerari scoperti nelle valli dell’Arno, del Panaro e del Reno appartenenti a personalità di alto rango. Particolarmente rilevante, la ricostruzione di una prestigiosa tomba di Casalecchio di Reno con una stele funeraria con immagini.
Il tema della mostra è costituito dalla figura del cavaliere etrusco, riproposta in base ai numerosi reperti che si riferiscono esplicitamente al possesso del cavallo e del carro e alla sua esibizione nel corredo funerario. Da molti sepolcri sono stati riesumati morsi per cavalli e altri manufatti collegati alla bardatura degli equini o che ne testimoniano il possesso, disposti in un complicato rito funerario che richiedeva la deposizione di offerte alimentari e oggetti con funzione rituale, contraddistinti da decorazioni e forme particolari, a volte sottratti al mondo dei vivi tramite defunzionalizzazione.
Ugualmente importante è lo studio della figura del destriero: il cavallo, infatti, è un animale sempre presente nei sepolcri più preziosi d’epoca villanoviana, sia raffigurato nella ceramica sia per gli oggetti legati alla sua bardatura oppure al carro. Questo animale aveva il doppio e inseparabile valore di indicatore sociale di personalità di rango elevato e di icona del loro viaggio nell’aldilà.
Gli studenti delle scuole elementari e delle scuole medie potranno approfondire le tematiche principali della mostra partecipando a laboratori didattici dedicati alla civiltà Villanoviana, alla figura del cavaliere e alla produzione ceramica.
Autore: Martina Calogero - pubblicato in data 27 novembre 2009 - Email info@archart.it

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