Riceviamo e pubblichiamo questa lettera aperta inviata alla nostra redazione da un gruppo di restauratori.
“Siamo un gruppo di Restauratori,
e vogliamo ancora considerarci tali.
Scriviamo questa lettera per sottoporre alla vostra attenzione un grave problema che coinvolge migliaia di lavoratori che operano in questo settore.
A maggio di quest’anno è stato emanato il D.M. 53/2009 che:
limita i requisiti della legge 182 del 2001 richiesti per essere considerati restauratori;
ci costringe a sostenere una prova di idoneità che avrà luogo una sola volta e che sarà indetta in un’unica sessione;
richiede certificazioni, per accedere al suddetto esame, rilasciate soltanto a Direttori di cantiere, Direttori tecnici, Ditte e Direzione lavori, escludendo NOI, che fisicamente eseguiamo i lavori;
congela al 2001 le nostre situazioni lavorative precludendoci ogni possibilità di avanzamento professionale;
discrimina tutti i titoli di studio, comprese le università, eccezion fatta per le scuole statali definite “d’eccellenza” (Istituto Superiore Centrale per il Restauro e l’Opificio delle Pietre Dure).
Ci ritroviamo, quindi, pur operando da anni nei cantieri di restauro, a non essere più punto di riferimento per Direzione lavori e Soprintendenze, ma meri fantasmi.
Evidenziamo inoltre che questo D.M. annulla di fatto otto anni di lavoro (dal 2001 al 2009). Ma allora, dal 2001 ad oggi, chi ha eseguito i lavori nei cantieri?
Al momento ci ritroviamo ad essere in 20.000 operai specializzati non riconosciuti con centinaia di cantieri in corso e molti corsi regionali e di laurea non più considerati validi.
Pensiamo che questo decreto sia troppo confuso e ingiusto e che non riconosca il lavoro delle migliaia di persone che ogni giorno si adoperano per la salvaguardia della principale ricchezza Italiana: I BENI CULTURALI.
Ci sono in ballo troppi interessi il cui fine è quello di creare l’ennesima lobby all’interno della nostra società.
Siamo Restauratori,
e vogliamo ancora considerarci tali.
Restauratori Invisibili
Restauratori Serie B”
L’identità del mittente della email è tenuta riservata, ma è a disposizione delle autorità presso la redazione.
Autore: Redazione
