Italia, Roma – Restauratori afgani si occupano di reperti abruzzesi


 

letto da bazzano

È giunto a conclusione il restauro del letto in osso scoperto dagli scavi di Navelli (L’Aquila), eseguito a Roma, presso l’Istituto Superiore per la Conservazione e il Restauro, da una squadra di restauratori afghani. L’iniziativa rientra nel progetto di collaborazione tra il Ministero per i Beni e le Attività culturali e il Ministero della Cultura della Repubblica Islamica dell’Afghanistan che per la quinta volta ha permesso a cinque studenti afferenti al National Museum of Kabul di partecipare al corso di Formazione di base per operatori nel campo del Restauro di manufatti mobili.

Il letto in osso emerse nel 2007, mente gli allievi del corso, in collaborazione con la Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Abruzzo, hanno preso parte a uno stage ospitato dal Museo della Preistoria di Celano. In quell’occasione si decise di far restaurare il letto ai tecnici del Museo di Kabul, diretti dall’archeologa Giovanna De Palma (I.S.C.R.). Durante lo stage teorico-pratico è stata eseguita la diagnostica di base per la valutazione dello stato di conservazione ed è stata prodotta la relativa documentazione; inoltre, sono stati eseguiti i primi interventi di pulitura, consolidamento, riadesione dei frammenti e rimontaggio di materiali ossei ed eburnei.

letto da Navelli con Apollo

Letto da Navelli con raffigurazione di Apollo

I resti di letto venuti alla luce in territorio abruzzese sono un centinaio, ma quello rinvenuto a Navelli è il quarto fra quelli meglio preservati e scoperto nelle necropoli dell’Abruzzo, dopo quelli di Collelongo, Fossa e Bazzano. Il letto in questione proviene dal sepolcro numero quattro della necropoli di Incerulae ed è databile all’età Giulio Claudia (primo secolo dopo Cristo). Esso si distingue per il suo apparato iconografico che presenta sul cuscino un’immagine di Apollo nell’atto di suonare una cetra e sulle gambe delle menadi che danzano al suono del tamburello. Queste caratteristiche rappresentano una novità per l’Abruzzo perché fanno pensare a un’importazione del letto da Aquino (Lazio meridionale).

Il restauro degli operatori afghani ha restituito all’Abruzzo un reperto archeologico molto importante che arricchisce il panorama de letti ossei scoperti fino ad oggi e offre la possibilità di allestire un’esposizione che richiami l’attenzione del grande pubblico.

 

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