Italia, Modena – A tavola…3500 anni fa


 

Domenica 18 ottobre 2009 si è svolta presso il Parco della terramara di Montale l’iniziativa Archeologia dei sapori che ha svelato come mangiavano gli abitanti di un antico villaggio modenese di 3500 anni fa, quale fosse il sapore dei cibi e in che modo oggi i botanici riescano ad analizzare pollini, frutti e semi per estrapolare informazioni sull’alimentazione e sull’ambiente dell’età del Bronzo. 

L’evento, tenutesi nell’ambito della Giornata mondiale dell’alimentazione, è stato reso possibile grazie alla collaborazione del Dipartimento del Museo di Paleobiologia e dell’Orto Botanico dell’Università di Modena.

In ogni area del parco sono stati esaminati gli indicatori archeologici dell’alimentazione negli insediamenti delle terramare: ad esempio, nel sito di scavo si è parlato di resti faunistici, invece nelle abitazioni ricostruite sono stati mostrati vasellame da cucina e attrezzi agricoli. Il momento più interessante della giornata è coinciso con la dimostrazione sulle tecniche impiegate dai botanici per analizzare pollini, frutti e semi rinvenuti negli scavi archeologici e estrapolarne dati sull’alimentazione e sull’ambiente. Inoltre, non sono mancati assaggi di antichi sapori grazie alla collaborazione della cooperativa Conservo, la semina nelle parcelle ideate per le colture sperimentali e un laboratorio dedicato ai bambini intitolato Archeobotanici…in erba!, dove i più piccoli hanno potuto setacciare la terra alla ricerca dei semi delle piante che venivano coltivate 3500 anni fa.

I grandi progressi che negli ultimi anni sono stati compiuti da scienze come l’archeozoologia e la paleobotanica hanno ampliato le possibilità di comprendere come si procacciavano e preparavano il cibo i nostri antenati. Grazie all’analisi di semi, frutti e pollini scoperti negli scavi archeologici è stato possibile scoprire che l’ambiente attorno alle terramare presentava vaste aree disboscate destinate alla coltivazione di cereali (grano, orzo, ma anche panìco, segale e avena) e al pascolo; invece, negli orti creati nei pressi del villaggio si coltivavano legumi, come le lenticchie, il favino e i piselli. La dieta degli antichi abitanti delle terramare si basava sui cereali, coi quali probabilmente venivano preparate focacce e zuppe, ma era integrata da latticini e carni. Frutta e verdura derivavano da ciò che la natura offriva spontaneamente: prugnoli, pere e mele selvatiche, sambuco, sorbo e cornioli con i quali gli abitanti delle terramare producevano una bevanda fermentata.

 

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