Italia, Ferrara – Convegno dedicato all’Art Therapy


 

Venerdì 30 ottobre 2009, a più di trent’anni dalla Legge 180, il Museo Archeologico di Ferrara ospita un convegno che documenta l’esperienza ferrarese di Mettiamo insieme i cocci, confrontandola con altre esperienze creative nell’ambito della salute mentale e del recupero del disabile psichico. 

La città di Ferrara si presenta come la più indicata ad ospitare questo convegno per diversi motivi. Luogo d’incontro tra disagio psichico e arte: dall’esperienza dolorosa di Torquato Tasso, imprigionato per anni all’Ospedale di Sant’Anna, all’Ospedale per nevrosi da guerra dove si incontrarono Giorgio De Chirico, Filippo De Pisis e Carlo Carrà, padri del movimento metafisico; sede nel 1994 del Congresso dell’European Commettee for Art and Therapy Education e pioniera nell’utilizzo della scrittura, del disegno, del mito e dell’archeologia per comunicare con il mondo emotivo del disabile.

La giornata di studi, con inizio alle ore 8.30, è promossa dalla Clinica Psichiatrica dell’Università di Ferrara e dal Dipartimento di Salute Mentale dell’AUSL con il supporto del Museo Archeologico Nazionale di Ferrara, l’Istituto di Psicoterapia Espressiva, il Centro Territoriale Permanente di Codigoro, l’International Association for Art and Psychology e Art Therapy Italiana e si propone di confrontare le diverse esperienze sviluppate in Italia e all’estero. Grazie agli interventi dei relatori e alle proiezioni audiovisive verranno presentati gli obiettivi, i metodi e i risultati delle diverse iniziative.

Mettiamo insieme i cocci, progetto organizzato dal Centro Diurno “Il Convento” di Ferrara, ha visto un gruppo di pazienti psichiatrici, aiutato da volontari e archeologi del Gruppo Archeologico Ferrarese, impegnati nel setacciare la terra, toccare un frammento antico e cercare di ricomporlo nel manufatto originale.

L’esperienza di Padova mostra la positiva cooperazione tra istituzioni educative e sanitarie, mentre quella di Poggio Mirteto illustra un incontro fra archeologia e riabilitazione psichiatrica molto simile a quello ferrarese. Il caso di Savona narra come il progetto L’albero dei sogni abbia proposto ai visitatori della pinacoteca di raccontare un loro sogno scrivendolo su una cartolina e di come il gruppo teatrale dei disabili abbia raccolto e sviluppato i contenuti delle cartoline, inscenando e interpretando “i sogni della città”.

A Palermo, un gruppo composta da giovani psicologi ha portato l’arte terapia in prigione, proponendo ai giovani reclusi i linguaggi adatti a contenere una possibile sfida esistenziale. Il lavoro decennale della Cooperativa Blu Cammello di Livorno testimonia l’inserimento della dimensione estetica nella pratica terapeutico-riabilitativa. Infine, un progetto di arte terapia con giovani bosniaci ospitati in un orfanatrofio ha tentato di sanare le ferite visibili e invisibili aperte dalla guerra.

Maggiori informazioni e il programma dettagliato sono consultabili sul sito http://www.archeobologna.beniculturali.it/mostre/fe_convegno_archeoterapia.htm.

 

Lascia un Commento

Si prega di inserire solo commenti inerenti l'articolo e relativi ad archeologia, storia e arte antica.