Intervista a Luciano Gabrielli, presidente di Asso Lab StArT AM


 

Asso Lab StArT AM, ovvero Associazione Laboratorio Studi Storici Archeologia Archivistica Architettura Arte Territorio Transfrontaliero Alpi Marittime è stata fondata nel 2009 a fini storico-culturali e di solidarietà sociale nell’ambito dell’individuazione, studio, protezione e valorizzazione del patrimonio archeologico, archivistico, architettonico, museale, monumentale, ambientale e demo-etno antropologico. Abbiamo intervistato per voi, l’Ing. Luciano Gabrielli, presidente di Asso Lab StArT AM. 

D In breve, ci racconti la storia dell’Associazione.
R E’ un progetto che parte da lontano ma si è concretizzato quando finalmente alcuni soggetti, che anche inconsapevolmente avevano percorso la stessa strada, si sono incontrati. Un contributo importante è stato dato dal corso introduttivo all’archeologia del costruito “Leggere la Città Medievale” che ha svolto il ruolo di luogo di incontro e di confronto di molti studiosi ma anche di molti appassionati tra cui numerosi studenti. Un’esperienza positiva che ha rafforzato nel primissimo gruppo di persone formato dal prof. Giuseppe Palmero, dal prof. Philippe Pergola e dal sottoscritto, al quale molto presto si sono unite molte altre persone, l’importanza e la fattibilità di questo progetto che si fonda sull’idea di riunire studiosi ed appassionati del territorio ligure in una associazione di volontariato senza fini di lucro aperta a tutti, ad esperti certamente, ma anche a chi è solo appassionato con lo scopo di contribuire attraverso la partecipazione diretta dei cittadini alla ricerca, tutela, salvaguardia e valorizzazione del patrimonio culturale della Alpi Marittime. E’ stata fondata con atto pubblico il 25 giugno 2009 dai primi 20 soci fondatori che si riconoscono nei principi sanciti dal nostro Statuto ed in particolare che condividono la consapevolezza che è difficile parlare di valorizzazione del territorio, dei centri storici, delle aree archeologiche se prima le comunità non diventano esse stesse consapevoli del patrimonio di cui sono eredi e della ricchezza che questo patrimonio è in grado di generare facendolo conoscere e rendendolo accessibile anche ad altri. Solo così la tutela del passato non sarà più considerata, come spesso avviene, un peso o un atto formale, ma potrà diventare un sentimento diffuso e condiviso.

D In quali settori è attualmente impegnata?
R Siamo appena nati ed abbiamo iniziato a percorrere i primi passi esplorando i vari settori che stanno alla base del nostro impegno quindi possiamo dirci potenzialmente attivi su tutti quelli che sono i nostri intenti associativi e che in particolare sono racchiusi nell’acronimo che caratterizza la denominazione della nostra. “StArT AM” infatti contiene in sé gli elementi che ne spiegano sia gli intenti iniziali che l’area di competenza. Intanto “Asso Lab” e quindi non solo Associazione ma anche Laboratorio, volendo con questo sottolineare gli aspetti di ricerca che animano il gruppo. StArT AM sta per: Studi Storici, Archeologia, Archivistica, Architettura, Arte, Territorio Transfrontaliero delle Alpi Marittime, ovvero quella parte del territorio del ponente ligure (in gran parte coincidente con il Comitatus Vigintimilii) di cui Ventimiglia è stata lo storico capoluogo (tra il dominio albenganese e quello Nizzardo, e ivi comprendendo anche la parte del basso Cuneese e del territorio oggi francese, della valle del Roja). Questi sono i primi elementi da cui si è partiti, ma l’associazione è già predisposta per abbracciare anche altri settori di carattere storico come quello storico-linguistico, quello demo-etno antropologico e quello storico-musicale, per citare solo alcuni esempi.
In quest’ambito Asso Lab StArT AM si propone di mettere in atto numerose iniziative rivolte alla sensibilizzazione e promozione culturale attraverso attività di ricerca, attività culturali, attività didattiche, attività editoriali, attività gestionali ed infine attività di Protezione Civile.

D Quali sono i principali progetti in corso?
R Tra breve partirà un laboratorio permanente di Archeologia dell’Architettura Urbana Medievale indirizzato a studenti liceali ed universitari dell’area transfrontaliera delle Alpi Marittime aperto anche, in qualità di uditori, alla partecipazione di non studenti. Il corso si avvale della collaborazione di un pool di almeno 10 docenti italiani e francesi, attivi nel mondo della ricerca e dell’insegnamento di ambito universitario. Comprende una parte in aula (convegnistico-seminariale) ed una parte sperimentale (“Il Laboratorio”) che si svolgerà prevalentemente nel centro storico di Ventimiglia. Un secondo progetto, che si inquadra nell’ambito di un più ampio programma con oggetto lo studio della storia della viticultura della Provenza e della Liguria, prevede un ciclo di incontri con interventi di carattere storico e di degustazioni di quattro importanti vini del ponente ligure: Rossese di Dolceacqua, Rossese bianco, Massarda e Moscatello di Taggia e trova motivazione proprio in occasione della rinascita di quest’ultimo importante vino basso medievale. Ed infine un terzo progetto di lungo respiro che sarà articolato in più fasi ed avviato già a partire del corrente anno. L’oggetto è il centro urbano della Ventimiglia medievale, e non solo, che verrà studiato privilegiando una ricerca impostata sull’osservazione analitica e basata sugli insegnamenti propri dell’archeologia del costruito nonché sull’archeologia dell’architettura e dell’urbanistica. Lo scopo è quello di colmare una rilevante lacuna scientifica contribuendo alla raccolta dei dati oggi pressoché inesistenti relativi all’estremo ponente ligure (Alpi Marittime) ed alla loro comparazione con quelli già raccolti su base regionale. I principali risultati che si vogliono conseguire sono: a) la realizzazione di un atlante topografico delle murature medievali, b) l’ elaborazione di una cronotipologia delle aperture, c) la mappatura delle tipologie edilizie.

D E quelli per il futuro?
R Alcuni progetti per il futuro hanno le radici nei progetti in corso ed altri sono allo studio. Tra i molti ne ricordo alcuni, senza con questo voler togliere niente ad altri, solo perché questi hanno superato un primo vaglio di fattibilità e di sostenibilità. Stiamo già lavorando per organizzare per la primavera del 2011 un prestigioso congresso trasfrontaliero sulla storicità dei vini della Liguria e della Provenza scegliendo per il suo svolgimento luoghi importanti sia del ponente ligure che del vicino territorio francese. Sono stati già coinvolti numerosi studiosi di fama internazionale che hanno dato la propria adesione a partecipare alle diverse sessioni che riguarderanno l’archeologia, il paesaggio viticolo, il commercio dei vini, gli aspetti giuridico-linguistici ed altro ancora. Di un secondo ambizioso progetto ho già accennato precedentemente tra i progetti in corso ma, per la sua complessità, è destinato a svolgersi nel corso anche degli anni futuri e riguarda la nostra attività di ricerca nell’ambito dell’archeologia medievale.

D Il progetto già realizzato che è il vostro “fiore all’occhiello”?
R Siamo nati da troppo poco per poter già vantare risultati importanti, anche se le idee sono abbastanza chiare per il futuro e siamo certi che tra breve anche la nostra Asso Lab potrà annoverare risultati veramente significativi.

D Avete collaborazioni con enti e istituzioni italiani?
R Questo è un aspetto molto importante tanto da trovare già spazio nel nostro statuto, per adesso abbiamo iniziato a fare alcuni passi iniziali e presto dovremmo raccoglierne qualche significativo risultato.

D E con enti e istituzioni stranieri?
R Per rispondere a questa domanda ritorno brevemente alla denominazione della nostra associazione per sottolineare il concetto di transfrontalierità che abbiamo richiamato anche nel nome, poiché per la collocazione geografica del territorio su cui operiamo costituisce un valore certamente importante, anche alla luce del grande rilancio delle ricerche e dei contatti transfrontalieri tra Enti di tutela e di ricerca italiani e francesi avvenuti anche a fronte di una convenzione interministeriale per la collaborazione scientifica e culturale fra Italia e Francia, ed a seguito di due importanti appuntamenti scientifici dedicati all’Archeologia Transfrontaliera, che si sono svolti a Nizza alla fine del 2007 e a Ventimiglia ad aprile del 2009. A questo proposito già a fronte della composizione del suo Consiglo Direttivo e con i contributi dei suoi primi soci, l’Asso Lab StArT AM si inserisce in una rete universitaria internazionale (Aix-en-Provence, Nizza, Siena e Città del Vaticano) e di associazioni (Alpes Ligures, AMONT, ICOMOS Monaco).

D Il rapporto con il mondo dell’istruzione e della formazione?
R Riteniamo che il rapporto con il mondo dell’istruzione e della formazione sia importante e debba essere trattato in modo prioritario. Un’attenzione particolare va ovviamente ai giovani e quindi ci piacerebbe avviare dei rapporti di collaborazione con le scuole di ogni ordine e grado per lavorare assieme su argomenti che riguardano la cultura del nostro territorio. E’ poi nostra intenzione organizzare dei corsi di formazione professionale per operatori del mondo turistico allo scopo di sostenere e diffondere la conoscenza dei numerosi tesori delle Alpi Marittime.

D Organizzate corsi e seminari?
R Certamente, volendo citare solo un esempio per un evento recente che ci sta molto a cuore ricordo il corso introduttivo di archeologia dell’architettura medievale “Leggere la città medievale”. Per il futuro ce ne sono già molti altri in cantiere, tra questi mi piace citare il seminario internazionale sulla storicità della vitivinicoltura del Ponente Ligure e della Provenza francese a cui ho accennato precedentemente.

D Il budget annuale su cui potete contare è adeguato per i vostri scopi?
R Purtroppo no. In Italia il settore culturale è, in generale, penalizzato da un inefficace impiego dei fondi che in realtà esistono ma vengono spesso sperperati talvolta anche indirizzandoli verso finalità turistiche che poco hanno a che vedere con la ricerca e la valorizzazione del patrimonio culturale (e che invece va gelosamente curato e tutelato) e le risorse equamente ripartite. Tutto questo credo sia anche aggravato dallo scarso coordinamento e controllo tra gli Enti ed i soggetti preposti.

D Gli enti pubblici sono sensibili alle vostre attività?
R Per i contatti che fino ad adesso abbiamo avuto, direi di sì. Abbiamo trovato spesso grande attenzione alle problematiche che la nostra associazione persegue. E’ sempre comunque necessario trovare le giuste modalità di collaborazione cercando di privilegiare gli interessi e gli obiettivi comuni.

D Ricorrete a sponsor o finanziatori a progetto?
R Certamente, quando decidiamo di portare avanti un progetto cerchiamo tutte le vie di finanziamento pubblico e privato.

D Come gestite la divulgazione del vostro lavoro verso il grande pubblico?
R In questo momento puntiamo molto sulle conferenze ed ovviamente nel contributo a pubblicazioni. Pensiamo però che sia necessario utilizzare meglio le prodigiose possibilità di comunicazione che Internet mette a disposizione. Per questo sarà necessario avviare un progetto specifico che miri a raggiungere un elevato livello di interattività non solo tra i nostri soci ma anche tra il numerosissimo pubblico di appassionati.

D Il vostro rapporto con la stampa?
R Molto buono sia con i differenti media on-line che con la carta stampata. Siamo comunque consapevoli che questo è un aspetto molto importante e che è sempre possibile migliorare e per questo potrebbe essere necessario dotarsi di un’organizzazione adeguata.

 

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