Italia, Gaiole in Chianti – inaugurata la mostra dedicata al patrimonio recuperato a Cetamura in Chianti


 

Da domenica 6 settembre fino a lunedì 30 novembre a Gaiole in Chianti, in provincia di Siena, è possibile visitare tutti i giorni dalle 14 alle 18 la mostra intitolata Il Santuario degli artigiani etruschi a Cetamura del Chianti e patrocinata dal Comune di Gaiole in Chianti, dal Comune di San Giovanni Valdarno, dallo Studio Art Centers International, dalla Florida State University e dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici della Toscana.

Il sito archeologico di Cetamura in Chianti venne scoperto da Alvaro Tracchi, studioso valdarnese, più di trent’anni fa e da allora è stato riportato alla luce un patrimonio dal valore scientifico inestimabile. Grazie all’impegno di Nancy Thomson de Grummond (Florida State University) è stato possibile individuare un insediamento etrusco sito nella zona più alta del Chianti con testimonianze abitative che giungono sino all’epoca medievale.

La mostra organizzata dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici della Toscana con l’aiuto dei Comuni di Gaiole in Chianti e di San Giovanni Valdarno presso Badia a Coltibuono a quarantacinque anni dalla scoperta dell’area archeologica consente di vedere il risultato degli scavi archeologici. Il restauro dei materiali archeologici è stato eseguito da Renzo Giachetti, Roberta Lapucci e Nora Marosi (Studio Art Centers International), mentre la famiglia Stucchi Prinetti è felice di poter ospitare la mostra presso il chiostro rinascimentale della Tenuta Coltibuono di sua proprietà.

Come spiega Nancy Thomson de Grummond il sito etrusco di Cetamura va analizzato in base a criteri particolari poiché fu sempre abitato da gente comune, soprattutto di umile estrazione sociale, che viveva in un sistema campestre. Molto importante è stato il ritrovamento di un santuario vicino a officine degli artigiani etruschi e l’archeologa spiega che non sorprende il fatto che gli artigiani officiassero un santuario ma che a Cetamura fossero essi stessi a produrre numerose delle umili e semplici offerte votive come scorie di lavorazione dei metalli, laterizi e ceramiche, chiodi. Il recipiente colmo di ceci cotti scoperto all’interno del santuario, invece, suggerisce agli studiosi quale fosse il rapporto che gli abitanti di Cetamura avevano con le divinità venerate nel luogo di culto (Lur, Lapse e Leinth).

Per informazioni è possibile telefonare al numero 0577746101 o inviare una mail all’indirizzo zine@coltibuono.com.

 

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