Italia, Jazzo Fornasiello – riprendono gli scavi sull’abitato arcaico


 

Jazzo F., edificio dei dolii, veduta parziale

Dal mese di ottobre 2009 ripresa degli scavi di Jazzo Fornasiello, insediamento peuceta arcaico con tracce precoci di ellenizzazione, sito all’interno del Parco dell’Alta Murgia, al confine tra Poggiorsini e Gravina in Puglia.

La Soprintendenza ai Beni Archeologici della Puglia ha già svolto una serie di ricognizioni parziali che hanno portato alla luce un insediamento di dieci ettari circondato da una cerchia muraria visibile anche dalle foto aeree. Nel 2008, inoltre, la dottoressa Giuseppina Canosa della Soprintendenza aveva diretto l’esecuzione della trincea, attraverso la quale venne individuato un bordo del muro di cinta dell’abitato e una parte del villaggio con locali destinati all’alloggio di grandi dolii impiegati per la conservazione delle derrate alimentari.

Grazie allo studio della ceramica raccolta, sia quella di produzione locale sia quella d’importazione, è stato possibile datare l’occupazione dell’area a un periodo compreso tra la fine del settimo secolo e l’inizio del quarto secolo avanti Cristo. Invece, alcuni reperti di terra sigillata testimoniano una modesta frequentazione del sito anche in epoca romana imperiale.

Il nuovo programma di indagine prevede numerose campagne di scavo e di analisi dei reperti e si pone l’obiettivo di studiare attentamente l’antico insediamento abitato da popoli autoctoni che seppellivano i propri morti attraverso il rituale del rannicchiamento, tipico dell’are Bradano-Besento e del Materano, e avevano contatti con il mondo coloniale del quale sembra accolsero pratiche comportamentali e tecniche costruttive, oltre alla ceramica da banchetto e da mensa. Inoltre, la presenza dell’edificio dei dolii fa pensare a una società articolata e a una grande disponibilità di viveri, forse dovuta allo sfruttamento intensivo del suolo agricolo.

Jazzo F., coppa ionica d'importazione

Gli scavi saranno condotti dall’Università degli Studi di Milano e diretti dalla professoressa Marina Castoldi, insegnate di Archeologia della Magna Grecia, che ha già lavorato prolungatamente a campagne di scavo e indagini archeologiche nell’entroterra di Metaponto e ha realizzato numerosi saggi al riguardo. Ai lavori parteciperanno anche studenti, laureandi e dottorandi dell’ateneo milanese.

Le nuove indagini sistematiche del sito rientrano in un programma di più ampio respiro dedicato alla tutela e alla valorizzazione dei beni archeologici e storici dell’area murgiana e attuato dalla Soprintendenza ai Beni Archeologici della Puglia e dall’Ente Parco Nazionale dell’Alta Murgia che oggi possono avvalersi della valida collaborazione dell’Università degli Studi di Milano.

Grazie allo scavo intensivo dell’antico abitato arcaico sarà possibile ricostruire, con l’aiuto delle più avanzate tecniche di ricerca, gli usi e i costumi dei peuceti, dai loro sistemi abitativi ai riti della vita e della morte, aggiungendo così un nuovo tassello al puzzle del passato.

 

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