La nuova campagna di scavi, coordinata da Anna Maria Moretti (Soprintendente ai Beni Archeologici dell’Etruria Meridionale) e Maria Cataldi (direttrice della necropoli di Tarquinia) che interesserà la località Doganaccia prenderà il via entro la fine di agosto 2009 e sarà realizzata dalla cattedra di Archeologia afferente all’Università di Torino. I lavori di scavo avranno la durata di un mese (riprenderanno nel 2010 a scopo sia didattico sia scientifico) e riguarderanno la zona presso la quale negli anni Trenta del XX secolo la Soprintendenza ha riesumato due tumuli talmente imponenti da essere denominati tumulo del Re e tumulo della Regina. A condurre gli scavi sul campo sarà Alessandro Mandolesi.
I sepolcri, databili al settimo sec. avanti Cristo e disadorni poiché realizzate in un’epoca precedente all’impiego della pittura, sono parzialmente scavati nella roccia e anticamente erano ricoperti da blocchi di calcare. La nuova campagna di scavi si propone di riportare in luce le due tombe e il piccolo piazzale sacro scoperto di fonte al tumolo della Regina, una zona usata per le commemorazioni funerarie in ricordo del defunto, rituali con cui guidarlo nel viaggio verso l’aldilà. Una volta riesumate, le due tombe potranno essere contemplate dai cento mila turisti che annualmente visitano la necropoli di Tarquinia.
I tumuli oggi accessibili risalgono soprattutto al quarto sec. avanti Cristo e commemorano i rappresentanti dell’aristocrazia etrusca. Sulle pareti di queste tombe sono affrescati banchetti funebri, scene di vita quotidiana, di pesca, di caccia e di danze. Questi dipinti sono i soli esempi di pittura pre-romana di tutta l’area mediterranea e posseggono un’inestimabile valenza archeologica e storica, tanto che l’Unesco ha dichiarato nel 2002 la necropoli di Tarquinia patrimonio dell’umanità.
Autore: Martina Calogero - pubblicato in data 22 agosto 2009 - Email info@archart.it
