Presso le famose grotte di Hohle Fels, dove è stata ritrovata l’antichissima Venere, scultura in avorio considerata come uno dei più antichi manufatti artistici dell’uomo, è stata fatta un’altra eccezionale scoperta: un flauto risalente all’età della pietra.
L’oggetto, che misura 22 centimetri di lunghezza e ha un diametro di 8 millimetri, potrebbe essere lo strumento musicale più vecchio del mondo e, secondo gli esperti, avrebbe avuto un importanza significativa nell’evoluzione dell’uomo. I nostri antenati ricavarono il flauto dall’osso cavo di un grifone (grosso avvoltoio) sul quale crearono i fori per le dita e incisero una V all’estremità che probabilmente corrispondeva al punto dove l’antico suonatore posava le labbra. Vicino a questo flauto sono stati portati alla luce frammenti appartenenti ad altri flauti – almeno due – ricavati dall’avorio delle zanne dei mammuth.
Frammenti di flauti risalenti all’epoca preistorica (35 mila anni fa) erano già stati portati alla luce presso la vicina area archeologica di Geissenklösterle, ma i nuovi ritrovamenti risalgono a un’epoca precedente: infatti, l’uomo creò quei flauti ben 40 mila anni fa.
L’impegno impiegato nella realizzazione di un flauto ricavato dalle zanne di avorio dei mammuth che prevede l’utilizzo di utensili di pietra, la divisione della zanna in due metà, lo scavo delle due parti e il loro perforamento per la creazione dei fori per le dita, nonché la riunione delle due metà in maniera tale da non permettere all’aria soffiata dal musicista di filtrare, presuppone l’evoluzione sociale dell’Homo sapiens che viveva in Europa 40 mila anni fa. Secondo gli studiosi, gli strumenti musicali riesumati testimoniano l’esistenza di una primitiva cultura della musica che potrebbe aver contribuito al rafforzamento dei legami sociali e alla nascita di nuove forme di comunicazione.
La creazione di solidi rapporti sociali ha probabilmente avvantaggiato l’Homo sapiens nella conquista definitiva del territorio a scapito dell’uomo di Neanderthal.
Autore: Martina Calogero - pubblicato in data 24 agosto 2009 - Email info@archart.it
