
Foto cortesia Hembo Pagi/University of Southampton
La statua è stata trovata tra i resti di Ercolano e riproduce un’Amazzone ferita. Grazie alla cenere che la seppelliva si sono conservate, quasi per miracolo, le tracce degli originari colori dei capelli e degli occhi.
Per questa ragione, gli studiosi di archeologia dell’Herculaneum Conservation Project e dell’Università di Southampton che hanno portato alla luce la preziosa scultura, l’hanno affidata agli specialisti del WMG, poiché questi ultimi sono tra i pochi che possiedono elevate tecniche fondamentali per portare a termine felicemente un restauro tanto delicato qual è quello della guerriera.
Gli esperti britannici stanno usando una tecnica che, mediante delle scansioni molto dettagliate eseguite con il laser e una nuova tecnologia fotografica, è capace di ricomporre, nei più piccoli particolari, la testa romana tramite un modello tridimensionale. Questo lavoro si rivelerà utile per lo studio accurato dei materiali usati ai tempi in cui venne creata la scultura, evitando il rischio di danneggiamento di quella originale.
Foto cortesia University of Southampton
Per di più, grazie all’uso del computer potranno essere ricostruite le condizioni atmosferiche e luminose del periodo durante il quale la testa era esposta ad Ercolano, prima che il Vesuvio eruttasse e distruggesse la città, nel 79 dopo Cristo. In questo modo, a restauro concluso, si potrà collocare la scultura nella posizione ideale affinché venga ammirata dai visitatori.
Autore: Martina Calogero
