I carabinieri del Nucleo tutela patrimonio culturale di Ancona hanno recentemente recuperato circa 700 reperti paleontologici provenienti dalla provincia di Pesaro e archeologici provenienti dal Piceno. Tra le persone denunciate, sei in totale, sono compresi insospettati archeologi dilettanti.
I ladri hanno trafugato i reperti da aree protette per mezzo di metal-detector, pale, spilloni e cazzuole, disprezzando le leggi di tutela e le norme di ricerca scientifica. La maggior parte dei beni recuperati provenivano dalla provincia di Pesaro Urbino, precisamente dai siti del Monte Catria, del Furlo e di Castellana.
I carabinieri pensano che la ricerca di reperti avvenisse in maniera sistematica e hanno evidenziato, grazie a quest’ultima operazione, che nel territorio marchigiano il fenomeno della ricerca “fai da te” è molto diffuso e si basa sul culto per l’archeologia.
Autore: Martina Calogero - pubblicato in data 21 luglio 2009 - Email info@archart.it
