Il Centro Studi Angioini di Scurcola Marsicana progetta un piano di valorizzazione e recupero destinato all’Abbazia Cistercense Francese di Santa Maria della Vittoria e all’area archeologica interna alla chiesa che prevede la sua trasformazione in sito archeologico visitabile e aperto agli scavi condotti dagli universitari.
A questo proposito è stato firmato, nella prima metà del mese di giugno 2009, un accordo per la gestione di tutto il sito dalla durata decennale tra Lorenzo Fallocco, presidente del Centro Studi Angioini, e Anna Maria Reggiani, direttore regionale dei Beni Culturali.
La storia dell’Abbazia Cistercense Francese incomincia nel 1274, quando venne fatta costruire da Carlo D’Angiò per commemorare la vittoria delle sue truppe su quelle dello svevo Corradino nella famosa battaglia di Tagliacozzo. La struttura rappresenta uno dei più importanti siti medievali di arte cistercense francese edificati sul suolo italiano ed è stata oggetto di saccheggi e aggressioni da parte dell’uomo e della natura. Inoltre, l’Abbazia non è ma stata restaurata né scavata in maniera idonea e l’ultimo intervento che l’ha interessata è stato eseguito a metà degli anni Ottanta del XX secolo dal Dipartimento di archeologia afferente all’Università La Sapienza di Roma, grazie al quale ne vennero portate alla luce alcune parti.
I visitatori di oggi vedono un sito completamento trascurato con parte delle mura perimetrali dell’Abbazia ricoperte da erba e terriccio, insieme a qualche portale e ad alcuni reperti archeologici. Ma grazie alla convenzione tra Centro Studi e Beni Culturali, appoggiata dal Comune, l’area potrà tornare alla vita.
Lorenzo Fallocco ha annunciato che, innanzitutto, si provvederà alla bonifica della zona che verrà ripulita, recintata per evitare saccheggi e resa visitabile dalla fine del mese di luglio 2009. Il Centro prevede anche una campagna destinata ai marsicani, alle scolaresche e a tutti gli appassionati di archeologia.
Per quanto l’impresa non si preannunci facile, i suoi fautori sperano nell’arrivo di finanziamenti, privati e pubblici, che possano reggere le spese e nel lavoro dell’Università di Roma e di quella dell’Aquila che si occuperanno delle campagne di scavo sul sito.
Autore: Martina Calogero - pubblicato in data 20 luglio 2009 - Email info@archart.it


