Grazie alla rimozione di grandi quantità di sabbia provocata dalle mareggiate invernali, nelle acque di Castellamare del Golfo vengono alla luce i resti di un veliero da carico del XVI secolo. In seguito alla segnalazione di Vito Sottile, collaboratore esterno, la Soprintendenza del Mare ha allestito prontamente una ricognizione diretta da Gaetano Lino con l’aiuto di Franco Balistreri.
La Soprintendenza del Mare seguiva le tracce dell’imbarcazione, segnalata dagli abitanti del luogo, da diverso tempo, ma, fino ad ora, gli sforzi per individuarla si erano rivelati vani a causa della presenza di un forte insabbiamento o dell’inesatta identificazione del sito dei giacitura. Le diverse segnalazioni concordavano nel denunciare la presenza di un’imbarcazione inabissata davanti alla località di Plaja, nel tratto di costa fra la foce del San Bartolomeo e Castellamare del Golfo.
Inoltre, esisteva un documento risalente alla fine del XV secolo che contribuiva a incoraggiare la ricerca e che citava un vascello che aveva caricato grano, prima, al caricatore del Vallone, sito in posizione orientale rispetto alla località Magazinazzi, e, poi, aveva caricato una seconda partita di grano al caricatore di Castellamare: a causa del sopraggiungere di condizioni meteorologiche avverse alla navigazione, l’imbarcazione non arrivò a prendere il largo e si inabissò. Sebbene la fonte scritta non testimoni con precisione le circostanze dell’affondamento e le caratteristiche della nave – armatore, nome, eccetera – solleva delle domande alle quali si potrà forse rispondere grazie al recente ritrovamento dell’imbarcazione.
I resti emersi consistono in una serie di quattro spezzoni di nave posti su un asse parallelo al litorale per una lunghezza di ventidue metri che probabilmente corrisponde alla lunghezza dell’imbarcazione. La larghezza, invece, non si può determinare visto che l’imbarcazione si frantumò a causa dell’urto sulla sabbia nel corso del naufragio e i secoli trascorsi hanno fatto il resto danneggiando consistenti porzioni dello scafo. Dal fondo sabbioso emergono madieri, ordinate e fasciame. La prua si trova sul lato orientale dello scafo; mentre verso la poppa è stato individuato un cannone che affiora parzialmente dalla sabbia, lungo poco più di un metro e col diametro della bocca che misura 15 centimetri all’esterno e 7 centimetri all’interno. Fra la prua e la poppa, a metà della lunghezza della nave, sono state trovate alcune barre metalliche che sporgono dal fondale e che dovrebbero corrispondere a sartie di murata. Infine, è stato notato che il fasciame e, dunque, lo scafo, era ricoperto esternamente da una lastra metallica presumibilmente in bronzo.
Dal modo in cui giacciono i resti dell’imbarcazione affioranti dal fondale sabbioso si ricava che si arenò sul lato destro spinta dal movimento delle onde a circa due metri di profondità e a circa 80 metri dalla costa.
Il carico non ha lasciato alcuna testimonianza: infatti, nel caso il documento si rivelasse attendibile e il carico consisteva in grano, questo andò perso totalmente. Invece, una consistente massa di materiale ferroso è sparsa nella zona della nave e nelle sue vicinanze della quale si identificano i cerchi delle botticelle afferenti ai contenitori d’acqua destinati all’equipaggio e alcuni tubi che potrebbero corrispondere a parti di fucili. Presso il sito subacqueo è stata individuata anche della ceramica frammentaria tra cui resti di giare vetrate in verde scuro dotate di collo distinto con solchi in uso nel Seicento.
Per ora, gli esperti della Soprintendenza del Mare, sotto la direzione di Sebastiano Tusa, hanno documentato e localizzato il relitto allo scopo di allestire subito i dispositivi di salvaguardia per evitare depredazioni e danneggiamenti. Inoltre, il relitto è stato datato ai secoli XV-XVII e sono state avanzate le prime ipotesi sull’importanza del ritrovamento dell’imbarcazione inabissata per la storia dei commerci marittimi siciliani.
(ph. cortesia Soprintendenza del Mare)
Autore: Martina Calogero - pubblicato in data 17 luglio 2009 - Email info@archart.it



