
Il 18 marzo 2011 la Uil beni culturali aveva presentato a magistratura e Corte dei conti un esposto sul contratto di sponsorizzazione dell’Anfiteatro Flavio, firmato dal Ministero dei Beni culturali e dalla Tod’s. La presa di posizione della Uil aveva scatenato un caos mediatico e, nelle ultime settimane, il sindaco Gianni Alemanno si era sentito aggredito dai media, invitando la Uil a fare un passo indietro.
Il sindacato fa ora un passo indietro, sottolineando la sua storica attività nella tutela del Patrimonio Culturale. L’esposto non era contro il restauro del Colosseo, spiega la Segreteria Nazionale, che la Uil pensa vada restaurato come gli altri Beni culturali presenti a Roma e, più in generale, su tutto il territorio italiano, ma voleva attirare l’attenzione dei media e dei soggetti istituzionali che, invece di controllare i profili di legittimità di un accordo che tutt’ora non è stato reso pubblico, hanno attaccato la Uil Beni e Attività Culturali, accreditandogli la colpa dello stop del restauro del monumento.
L’esposto non può fermare i lavori di restauro del Colosseo perché la Soprintendenza speciale all’Archeologia di Roma disporrebbe di risorse sufficienti ad apprestare interventi, almeno quelli più urgenti. I dati resi noti dalla verifica effettuata dal Mibac e pubblicati nella circolare n. 11 del 9 gennaio segnalano che la Soprintendenza, in data 30 novembre 2011, possedeva nelle sue casse 82.720.008,78 milioni di euro. Questo implica che ad oggi esistono le condizioni per intraprendere tutte quelle azioni di tutela del Colosseo. Inoltre, alla stessa data nei bilanci speciali delle Direzioni Regionali, Soprintendenze, Istituti, Biblioteche e Archivi vi erano 536.266.773,37 milioni di euro che si addizionano ai conteggi di Tesoreria Unica per 181.750.209,07 milioni di euro. L’importo significativo ammonterebbe dunque a oltre 717 milioni di euro.
Va ovviamente verificato quanto di questi capitali sono già stati investiti da parte delle Direzioni Regionali, delle Soprintendenze e degli Istituti speciali. Il Ministro dovrebbe verificare le capacità di esborso delle numerose articolazioni del Ministero e accertare quali risorse rimangano in giacenza per immetterle nei circuiti territoriali, in modo da imprimere una spinta alle difficoltà di occupazione e di lavoro. Nello specifico caso del Colosseo, considerato lo spessore delle risorse disponibili, bisognerebbe effettuare urgentemente e in maniera trasparente un controllo. Per evitare future rappresentazioni distorte e fantasiose della realtà e non alimentare ulteriori sospetti verso un esercizio sempre lineare e corretto dell’attività sindacale, la Uil Beni e Attività Culturali ha ritirato l’esposto, inoltrato il 18 marzo 2011 alla Repubblica e alla Corte dei Conti.
Autore: Martina Calogero
