
Nella sede del Comando dei Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale l’annuale bilancio di attività 2011, abbinato alla presentazione dei reperti archeologici rimpatriati dagli Usa con brillanti operazioni di identificazione, segnalazione e recupero: due bellissime statue di Dee a grandezza naturale antiche di due millenni con statuette e reperti, un corredo funerario ancora più antico di sette-otto secoli hanno dato un tono speciale all’annuale rendiconto. E’ stato un importante momento operativo a livello internazionale di un’attività che va dalla prevenzione all’azione di contrasto verso le minacce al patrimonio culturale, dai furti agli scavi clandestini, dalla contraffazione al danneggiamento, con riguardo ai beni archeologici e artistici fino al paesaggio.
Innanzitutto alcune tendenze di fondo, lo ha premesso il Comandante, generale Pasquale Muggeo: continuano a diminuire i furti nei Musei e gli scavi clandestini accertati, e c’è una certa stasi nelle attività criminose anche per le minori disponibilità finanziarie dovute alla crisi internazionale. Persiste invece, senza cali significativi, la contraffazione, fenomeno difficile da contrastare che colpisce anche una vasta serie di altri settori, dall’abbigliamento alle parti di ricambio..
La diminuzione delle azioni delinquenziali per trafugare i beni culturali nei musei o negli scavi clandestini è dovuta anche all’intensa prevenzione verso gli obiettivi più esposti al rischio per il pregio e il numero dei beni culturali presentati al pubblico o soltanto depositati. Questa si esercita verificando la sicurezza di Musei e Biblioteche e controllando le aree archeologiche più esposte, e dotando il personale di strumenti di sorveglianza più efficaci e le sedi di standard di sicurezza più elevati. Nelle aree archeologiche i controlli nel 2011 sono aumentati del 20% circa rispetto al 2010. Per i musei, va sottolineato che sui 5000 circa esistenti in Italia, soltanto in 16, quindi lo 0,32%, sono avvenuti furti di entità modesta. Nei musei statali si è avuto solo 1 furto, avvenuto al Museo di Storia Naturale la Specola di Firenze, dove l’8 giugno 2011 sono stati rubati 3 corni di rinoceronte (quotato 30.000 euro il chilo) forse da stranieri autori di simili furti anche in altri paesi.

L’azione di contrasto è riassunta nel numero di 1129 persone deferite dal Comando all’Autorità giudiziaria, con 45 soggette a provvedimenti restrittivi della libertà personale, di cui 33 in carcere.
Quest’attività, oltre che verso singoli, è stata esercitata verso organizzazioni criminali dedite all’attacco al patrimonio culturale. Ne sono state individuate e colpite 8, di cui 1 nel settore dei beni archeologici in particolare per gli scavi clandestini, 4 specializzate nella contraffazione e vendita di opere d’arte contemporanea, e 3 nel furto, ricettazione e truffa nei beni culturali. Ma mentre per l’arte contemporanea si tratta di soggetti operanti nel settore, per i beni archeologici le persone coinvolte ne sono estranee: attirate dalle possibilità di lucrare illeciti guadagni hanno improvvisato un’attività di scavo clandestino e di vendita a collezionisti privati senza scrupoli. Anche nei furti, ricettazione e truffa, più che specialisti del settore sono delinquenti comuni.
E’ stata illustrata la vincente operazione di contrasto all’associazione a delinquere che aveva organizzato un’attività di scavo clandestino e relativo traffico dei beni archeologici così rinvenuti. L’illecita attività è stata stroncata, sequestrati 633 reperti, 53 monete, 1000 frammenti, oltre agli strumenti utilizzati, 8 metal detector e 14 spilloni, per un valore complessivo di 1 milione di euro. I reperti sono stati scavati illecitamente nei siti di Riardo e di Sant’Agata dei Goti, presso Benevento, sono stati arrestati 5 promotori dell’associazione a delinquere, sottoposti a misure di controllo 7 fiancheggiatori e denunciati in stato di libertà altri 22 associati all’attività criminosa campana, in codice con l’espressivo acronimo di RO.VI.NA, che ha interessato 13 comuni tra cui Pompei.
In complesso, i reperti archeologici sequestrati nel 2011 sono stati oltre 35.000, dei quali poco meno di 20000 di carattere numismatico, pari a più della metà del totale (precisamente 54%). Le monete di origine archeologica sono molto diffuse su un mercato clandestino alimentato anche dalle vendite “on line” di privati per scarsa conoscenza della legislazione o sottovalutazione delle sanzioni: risultato, nel 2011 sono state deferite 781 persone per tale forma di ricettazione con un incremento del 25% circa rispetto al 2010. Per tale motivo il MiBAC ha istituito una Commissione per tenere sotto osservazione i beni numismatici di interesse archeologico alla quale partecipa il Comando dei Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale.
Più in generale, sempre nei beni archeologici, si sono constatati 52 scavi clandestini e, come nel 2010, la regione più colpita è la Sicilia, seguita da Campania e Lazio; questa concentrazione nelle tre regioni è dovuta ovviamente alla maggiore presenza nelle stesse di aree interessanti a tal fine. Il dato promettente è che il numero, stabilizzatosi nell’ultimo triennio, segna una forte caduta rispetto ai 238 scavi clandestini del 2008 e ai 207 del 2007, a riprova dell’efficacia della prevenzione attuata mediante piani di controllo e monitoraggio dei siti archeologici, con circa 1500 interventi nel 2011.
Interessanti anche i dati sui danneggiamenti di monumenti e beni culturali, 43 segnalati nel 2011 con la denuncia di 26 persone, in aumento rispetto al 2010: indica la difficoltà di contrastare questi reati dato il gran numero dei beni da tutelare. nonostante gli impianti di video sorveglianza installati, ma anche la maggiore sensibilità della popolazione nel segnalare i danneggiamenti.
Gli ultimi dati riguardano la contraffazione: con 5325 beni d’arte falsi sequestrati nel 2011 (grafiche, dipinti, sculture), 200 in meno del 2010, per un valore di 56 milioni di euro; e i furti di beni culturali aumentati del 16%, nei siti privati, in tutto circa 13.000 beni trafugati, 1000 in più rispetto al 2010, mentre ai danni delle chiese e istituti religiosi sono diminuiti del 20% circa. Il numero di libri e documenti sottratti è quasi raddoppiato, avvicinandosi alle 10.000 unità, “è una piaga purtroppo sempre aperta”, si è detto, inoltre molti ammanchi sono ignorati dagli istituti.
Entrano in campo problemi di organizzazione, i Carabinieri certo non possono surrogarli. Devono occuparsi pure della tutela del paesaggio , con 1147 controlli e 143 persone deferite all’autorità giudiziaria di cui 2 in arresto nel 2011. Ne ha parlato anche il Direttore regionale del Lazio Federica Galloni, mentre il Segretario generale del MiBAC Antonia Pasqua Recchia ha ribadito l’impegno forte e coeso delle istituzioni nell’operare insieme in difesa del patrimonio culturale.
Ph: Le immagini sono state riprese alla Conferenza Stampa nella sede del Comando dei Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale, che si ringrazia per l’opportunità concessa. Al tavolo degli oratori il Comandante, generale Pasquale Muggeo, che sta parlando; alla sua destra il Segretario generale del MiBAC, Antonia Pasqua Recchia e il ten. colonnello Raffaele Mancino, a capo del reparto operativo di Roma; alla sua sinistra il Direttore regionale per i beni culturali del Lazio, Federica Galloni.
Autore: Romano Maria Levante
