Riposava da centoquarant’anni presso il Museo dell’Università di Sidney e da oltre duemila celava il suo sesso e la sua età. Si tratta di Horus, la mummia infantile egizia risalente all’epoca greco-romana e sottoposta recentemente a una Tac grazie alla collaborazione tra scienza e archeologia.
Michael Turner, curatore del Museo, ha raccontato che scoprire il vero sesso della mummia è stata una sorpresa perché per 140 anni si è creduto fosse una femmina. Invece è un maschio di sette anni. Il museo universitario, oltre a Horus, conserva altre due mummie – però di adulti – e molti animali mummificati.
Da anni si impiegano i raggi X per analizzare le mummie, ma la Tac rivela molto di più: infatti, grazie ad essa si ha la possibilità di studiare la dentatura e di osservare l’interno del corpo per vedere cosa c’è. L’egittologa Janet Dacey ha spiegato che grazie alla Tac sarà possibile creare ricostruzioni tridimensionali di ogni parte del corpo e apprendere lo stile di vita e la morte di un bambino dell’antico Egitto.
Autore: Martina Calogero - pubblicato in data 25 giugno 2009 - Email info@archart.it
