
Riscoprire la storia di un territorio e delle genti che l’hanno abitato in un periodo compreso tra il 3800 a. C. e il 79 d. C. E’ questa l’intenzione della mostra che dal 9 dicembre 2011 sarà possibile visitare ad Halle, in Germania. L’esposizione, dal titolo “Pompei, Nola, Ercolano: catastrofi sotto il Vesuvio”, sarà allestita presso il Museo Nazionale di Storia della città tedesca e sarà aperta a turisti e appassionati fino all’8 giugno 2012. Oltre al Museo di Halle alla realizzazione della mostra hanno preso parte attivamente la Soprintendenza Archeologica speciale di Napoli e Pompei, il Museo Archeologico Nazionale di Napoli con il patrocinio del Ministero dei Beni e le Attività Culturali. I visitatori avranno così il privilegio di vedere e ammirare circa 200 reperti archeologici provenienti non solo dagli scavi di Pompei ed Ercolano, ma anche dai villaggi preistorici di Nola e Longola.
Pompei offrirà alla mostra alcuni pezzi del tesoro d’argenteria ritrovato da Amedeo Maiuri in un’area sotterranea della Casa del Menandro ben conservato all’interno di una cassa. Sempre da Pompei, un mosaico proveniente da uno dei triclinii della Casa del Fauno e che propone immagini di pesci e frutti di mare a memoria, forse, delle prelibatezze che si mangiavano in quella sala. Per ricordare i gladiatori pompeiani saranno invece esposte le armature e le armi usate negli incontri spesso mortali all’anfiteatro.
Anche Ercolano offrirà alla mostra un pezzo pregiato: uno dei corridori di bronzo che facevano parte dell’apparato scultoreo della Villa dei Papiri e che, espressione della forza atletica, nel 79 d. C. erano collocati nel grande peristilio.
Le sale espositive inoltre ospiteranno affreschi di frutta, cacciagione, pane ma anche i preziosi gioielli delle matrone come bracciali e anelli. Da ricordare anche preziose brocche di vetro che arricchivano le mense dei facoltosi signori che abitavano le falde del Vesuvio.
La mostra di Halle si aggiunge a quella parigina del Museo Malliot, ed entrambe cercano di diffondere i vari aspetti della vita quotidiana delle popolazioni che per secoli hanno vissuto a stretto contatto con il Vesuvio, distrutte poi dalla sua furia e per questo passate arrivate fino a noi cristallizzate nel tempo. Raccontare di queste mostre non può non far scaturire una legittima speranza: che in un giorno non lontano sia il Museo di Napoli a ospitare un evento del genere quale contenitore naturale dei reperti vesuviani e delle iniziative a essi legate.
Autore: Speranza Ambrosio - pubblicato in data 6 novembre 2011 - Email ambrosio@archart.it
