Fratte di Fimon. Nuovi scavi nel villaggio eneolitico


 

Continuano le ricerche archeologiche presso Fratte di Fimon. Così ha deciso Vincenzo Tinè, Soprintendente ai Beni archeologici del Veneto, e Paolo Pellizzari, Assessore provinciale, dopo aver visitato uno scavo che presenta aspetti straordinari. Infatti, i lavori di scavo, condotti dalla Cooperativa archeologica Ara e diretti da Elodia Bianchin, archeologa della Soprintendenza, hanno riportato alla luce un villaggio antico risalente a un periodo compreso tra il 3700 e il 3500 avanti Cristo, i cui abitanti già conoscevano la metallurgia del rame.

Finora l’età del rame era testimoniata nelle valli di Fimon soltanto da testimonianze di superficie, emerse il secolo scorso. Il nuovo sito presenta impianti e spazi abitativi costruiti per mezzo di strutture in legno verticali, provvisti di focolari e limitrofi a zone adibite ad attività domestiche e artigianali. L’importanza della scoperta è stata avallata anche dai numerosi studiosi e appassionati di archeologia che hanno partecipato a “scavi aperti”, l’iniziativa organizzata alcuni giorni fa per consentire la verifica e lo studio dell’insediamento.

L’esame dei sostegni verticali, lavorati e fissati nella fanghiglia lacustre anche a notevoli profondità, permetterà di capire meglio le caratteristiche di queste strutture. Grazie all’analisi delle testimonianze archeologiche recuperate (reperti fittili e in pietra) si potranno capire le dinamiche culturali

L’ analisi dei pali verticali, lavorati e infissi nel limo lacustre anche a notevole profondità, consentirà di comprendere meglio le tipologie di queste strutture. Mentre lo studio dei materiali archeologici recuperati ( manufatti fittili e in pietra) permetterà la comprensione delle dinamiche culturali dei gruppi umani che vissero nelle valli di Fimon nei secoli a cavallo del quarto millennio avanti Cristo.

 

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