
E’ di appena un giorno fa la notizia del ritrovamento del più antico fossile della Terra, che retrodaterebbe la nascita della vita sul pianeta a 3,4 miliardi di anni fa. La scoperta è avvenuta in una zona sabbiosa dell’Australia occidentale (vicino Strelley Pool) per merito di Martin Brasier e David Wacey, appartenenti rispettivamente alla Oxford University ed all’Università dell’Australia occidentale.
Le formazioni fossili osservate sono di forma globulare o tubolare allungata e sembrano essere i resti di batteri con metabolismo sulfureo (metabolismo basato sul consumo di zolfo). Batteri simili, sono comuni tutt’ora sul nostro pianeta, nelle aree delle sorgenti idrotermali oceaniche.
Nello studio, pubblicato su Nature Geoscience, le analisi morfologiche e distributive confermerebbero la natura batterica dei fossili. Inoltre, un’accurata analisi degli isotopi sembrerebbe dimostrare il metabolismo sulfureo di questi organismi.
Il ritrovamento, sembra suggerire che inizialmente la vita sul nostro pianeta si possa esser sviluppata senza la presenza d’ossigeno e di luce e probabilmente in condizioni estreme, ad esempio in acqua molto calda.
Autore: Silvia Lischi - pubblicato in data 23 agosto 2011 - Email lischi@archart.it
