
Una delle tombe nel museo di Chiomonte
Dopo l’ultima era glaciale i popoli del Neolitico risalirono la Pianura Padana e ai nostri giorni è possibile rivivere e seguire tale migrazione visitando il Museo Archeologico di Chiomonte. Il Museo, inaugurato nel mese di Giugno del 2004, raccoglie i reperti riferibili al sito della Maddalena di Chiomonte, databili a un periodo compreso tra il Neolitico recente e la seconda Età del Ferro.
L’esposizione segue un ordine cronologico, partendo dalla vita quotidiana che caratterizzava l’insediamento alpino neolitico e concludendosi al piano superiore con l’allestimento della sepoltura di un individuo femminile datata al IV secolo a.C. Questa al momento dello scavo fu definita “La tomba della principessa” per la presenza di un ricco corredo bronzeo d’accompagnamento all’inumata e fu individuata contestualmente allo scavo della necropoli del Neolitico finale. Questa è costituita da undici tombe a cista litica, tutte con orientamento differente e ospitanti delle inumazioni di individui giovani di sesso maschile.
Inoltre, l’area archeologica comprende anche alcuni ripari formatisi nella roccia a causa di frane avvenute nell’antichità e frequentati con continuità dal Neolitico fino al Medioevo.
Visitando l’area archeologica e il museo è possibile avvicinarsi alla vita e all’economia che doveva caratterizzare la comunità che si insediò a Chiomonte nel V millennio a.C. Ma purtroppo al giorno d’oggi le condizioni del sito non sono ottimali, tanto che la sua funzione divulgativa è fortemente a rischio, oltre al suo stato di conservazione.
La situazione di degrado è stata già denunciata da tempo da Vittorio Cogliati Dezza, Presidente Legambiente Nazionale, da Stefano Leoni, Presidente WWF Italia, da Mauro Furlani, Presidente Nazionale Pro Natura, e da Alessandra Mottola Molfino, Presidente di Italia Nostra.

I probabili danni arrecati alla necropoli in una foto tratta da uno dei blog di denuncia. Sullo sfondo il museo.

L’area prima degli scontri e del passaggio dei mezzi
Questi hanno già inviato due lettere informative alle Amministrazioni locali, una del 30 Giugno 2011 e l’altra del 7 Luglio 2011, entrambe che non hanno ricevuto alcuna risposta. Nelle due lettere suddette si denunciavano i danni subiti dal sito archeologico durante gli scontri per il blocco della costruzione della linea TAV, si informava sull’intenzione di procedere legalmente per accertare le responsabilità di tali danneggiamenti e di interrogare le autorità responsabili della tutela per conoscere l’effettivo stato del sito e dei reperti. Inolte, si informava anche sull’intenzione di richiedere la sospensione dei 500.000 €, riferibili al 2010, dati da ARCUS spa per i quali non è stato ancora indetto un bando pubblico di assegnazione, e di chiedere che venga bloccata l’erogazione di ulteriori 300.000 € riferibili al 2012, essendo venuta meno la condizione base per tali finanziamenti.
Gli autori di queste lettere attendono tuttora una risposta, nonostante siano scaduti i termini legali per un riscontro da parte dalle Amministrazioni.
Il sito attualmente è sorvegliato dalle forze dell’ordine: si può accedere solo dopo un check-point della polizia, essendo l’area recintata da alte cancellate ed essendo stata militarizzata. Quindi l’area in realtà non è più accessibile al pubblico come dovrebbe e il sito e il museo sono utilizzati rispettivamente come parcheggio e come sede di uffici delle forze dell’ordine. Non sono pervenute neanche informazioni sullo stato di conservazione dei reperti, richiesta fatta dal WWF, Legambiente, Pro Natura e Italia Nostra. Sembra, stando a quanto pubblicato da alcuni blog, che il passaggio dei mezzi delel forze dell’ordine durante gli scontri con i manifestanti abbia devastato l’area della necropoli.
Purtroppo questa è la situazione dell’Area Archeologica della Maddalena di Chiomonte, certamente non un’eccezione in Italia ma rappresentativa anche di altre situazioni di degrado che interessano molti altri siti archeologici. La speranza è che ci sia presto un riscontro e che si faccia qualcosa per recuperare e tutelare un’area archeologica importante per la preistoria, e non solo, della nostra nazione.
Autore: Melania Marano - pubblicato in data 22 agosto 2011 - Email marano@archart.it

l’area della maddalena di chiomonte e specialmente la zona della necropoli è stata gravemente danneggiata dagli scontri ta manifestanti e polizia avvenuti lo scorso mese.
Una situazione vergognosa per un Paese – come l’Italia – che è fra i primi al mondo per vastità e ricchezza del patrimonio artistico. Una vergogna ancora più grossa per un paese piccolo come Chiomonte, che da anni tenta invano di lanciarsi turisticamente e che di questo patrimonio potrebbe fare tesoro. Oltralpe, nella Francia tanto lodata e ammirata dalla popolazione chiomontina che con il Delfinato francese ha condiviso una parte della propria storia e della propria lingua, avrebbero certamente saputo fare di meglio. Ma tant’è…